posticon Il Sacello funerario dei Santacroce a Vejano

Sacello Vejano 

Il Sacello funerario dei Santacroce a Vejano

Copertina : acquarello di Francesco Calpicchi “La Cappella Santacroce”, Vejano 2014

L’IMPORTANZA E IL VALORE DELLA DISTORSIONE NELL’ARCHITETTURA DEL ‘500

La Cappella Santacroce di Vejano come elemento di congiunzione tra le realizzazioni della “banda sangallesca” e quelle dei più maturi maestri attivi a Roma dopo il 1550.[1]

Questo scritto è una breve guida tratta da un saggio, molto tecnico  di Arnaldo Bruschi.

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Dalla piazza dell'antico borgo di Vejano parte una stradina in fondo alla quale sorge la cappella funeraria dei Santacroce. Una volta questo era il centro del paese, oggi rappresenta il limite dell'area visitabile: oltre c'e' il triste destino di tutti i paesi arroccati su una rupe di tufo con le case prima abbandonate, poi diroccate e infine recuperate da una natura che si riappropria di tutti gli spazi che l'uomo abbandona. La nostra cappella risale al '500, costruita per custodire i resti mortali dei membri della famiglia Santacroce, signori di Vejano. il progetto E' attribuito alla "setta sangallesca", probabilmente all'architetto Bartolomeo Baronino. Si conoscono pero' i nomi degli artigiani che la edificarono, perche' custoditi negli archivi della famiglia santacroce: guglielmo e giovanni da sutri e francesco da viano. E' ancora consacrata e nella sua cripta sono conservati i resti dei Santacroce, o meglio quello che ne rimane poiche' Nel 1992 fu teatro di un ignobile gesto: ignoti asportarono le suppellettili funerarie conservate al suo interno ( tra cui un prezioso bacile in metallo con lo stemma della famiglia) e solo la pietas del parroco di vejano ha consentito di ricomporre le spoglie profanate. e' visitabile solo in rare occasioni

posticon Bombardamento

Raccolta di documenti del borbandamento del 5 Giugno del 1944

 

Vejano, giugno 1944

Nella primavera del 1944, la cittadina di Vejano si trovò a vivere una tragedia immane. Catapultata, suo malgrado, negli orrori della Seconda Guerra Mondiale, la popolazione conobbe i catastrofici effetti di un bombardamento alleato mirato alla distruzione di un imponente arsenale bellico installato dal Genio Pontieri dell'esercito tedesco

Il 5 giugno 1944, alle ore 11, una formazione di diciotto aerei americani si portò sul cielo di Vejano, rovesciandovi un carico di oltre un centinaio di bombe. Un boato assordante sconvolse la vita del paese e, in un istante, una gran parte dell'abitato si trasformò in un cumulo di detriti. Una nuvola di polvere avvolse i resti delle case e le macerie.

Silenzio, paura, dolore. E poi le grida, la disperazione, la morte che giunse improvvisa fra i civili e i militari. Furono colpite numerose vie e piazze e la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita qualche anno prima con enormi sacrifici e con devozione, fu rasa al suolo. Del simbolo più profondo della fede in Dio e dell'amore tra gli uomini non restò che il solo campanile.