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Situato lungo la Via Braccianese Claudia, il borgo di Vejano è vicino al fiume Mignone - in cui confluisce l'affluente Crovino - e si trova ai piedi del Poggio di Coccia.

Secondo la tradizione il nome deriverebbe dalla fondazione della città da parte dei profughi della città di Veio. Un' ipotesi meno fantasiosa crede che derivi dal nome latino di persona Vilius con l'aggiunta del suffisso -anus.

Storia

Etruschi prima e Romani poi si insediarono in piccoli agglomerati quali Ischia e Alteto anche se fu con l'arrivo del medioevo che si cominciò a parlare di Feudo Viani e a trovare le tracce di quanto lasciato da alcune famiglie nobili che qui dominarono per alterni periodi. Tra le famiglie più potenti, e sicuramente più conosciute, ci furono i Vico e gli Anguillara, che qui esercitarono il loro potere tra la metà del 1200 e la seconda metà del 1400. Per l'esattezza i possedimenti di quella che allora si chiamava Viano passarono dai Vico agli Anguillara nel 1435, anno della decapitazione di Giacomo Vico. Ma gli Anguillara si distinsero abbastanza presto per la condotta violenta di Everso II che, per tal motivo, fu non solo scomunicato ma anche privato dei suoi beni, confiscati dalla Camera Apostolica.
 
Il feudo di Viano fu caratterizzato da una storia fatta di passaggi di mano e vendite, come quelle che portarono questo luogo ad essere poi possedimento della famiglia Rovere e, successivamente, degli Orsini. Ma questi non furono certo gli ultimi signori del luogo. Anzi la loro fortuna e la loro potenza politica e militare suscitarono il malcontento delle alte gerarchie ecclesiastiche. Che costrinsero gli Orsini, quasi a compenso dei servizi avuti, a donare i propri possedimenti ai Santacroce.
 
La qual cosa, almeno per il paese, coincise però con un periodo di notevole crescita e sviluppo, sia economico sia artistico. A questa famiglia si deve infatti il miglioramento e la ristrutturazione della Rocca e la costruzione del Sacello Funerario dovuta, si dice, alla famosa scuola di Sangallo il Giovane.  
 
Per gli Orsini però non era tutto perduto. Un fatto di sangue abbastanza cruento doveva riportare il feudo ancora nelle loro mani. Accadde infatti che i Santacroce si trovarono coinvolti in una brutta storia: Onofrio V singore di Viano venne decapitato con l'accusa di avere spinto il fratello Paolo ad uccidere la madre. Il disordine e la confusione seguita a questo episodio portarono, nuovamente, ad una transazione di mano in mano fino al 1671, anno in cui il feudo divenne proprietà della Famiglia Altieri.
Facciamo un salto temporale e arriviamo ai primi del '900. Furono quelli anni in cui Vejano, come cominciò a chiamarsi il paese, visse momenti di grosse trasformazioni con la costruzione delle fognature e della corrente elettrica. La storia di Vejano conobbe anche le ferite della Seconda Guerra Mondiale. Infatti, il 5 giugno del 1944, un drammatico bombardamento alleato causò la morte di 90 persone, lasciando un segno, anche psicologico, indelebile per la comunità. Ciò che sopravvisse a questo episodio fu o ristrutturato e definitivamente abbandonato.  Siamo nella parte vecchia del paese, quella più bella e che merita una visita assolutamente. Anche per ammirare, quando possibile, la cappella funeraria dei Santacroce e la Chiesa dell'Assunta che, fino al 1872 utilizzava il proprio seminterrato come cimitero.  La bellissima Rocca non è purtroppo visitabile
essendo proprietà privata.
 
 
 
 
 
Rocca di Vejano non visitabile
 
 
Cappela dei Santacroce